Caldaie, pompe di calore e climatizzatori: guida ai controlli obbligatori

Alla fine del 2015, il Ministero dello Sviluppo Economico ha reso pubblica la guida per la corretta manutenzione e gestione degli impianti di riscaldamento e di raffreddamento, ovvero pompe di calore, caldaie e climatizzatori.
Lo scopo della guida
Questa guida, curata da MiSE ed ENEA, è nata per informare i cittadini sugli adempimenti e le tempistiche previste dalla legge nazionale in materia: una corretta manutenzione degli impianti, infatti, permette di abbattere in modo efficace non solo i consumi ma anche le spese che si riferiscono al loro funzionamento. Inoltre, è importante porre l’accento sul fatto che un impianto in buona salute è più affidabile e meno inquinate, dal momento che immette nell’atmosfera una quantità più esigua di gas nocivi per l’ambiente e per la salute umana. Pertanto, i temi trattati dalla guida riguardano in particolar modo: la manutenzione, il nuovo libretto di impianto, le ispezioni, la normativa di riferimento, l’efficienza energetica divisa per tipologie di impianti e le sanzioni in caso di mancato rispetto delle norme e dei tempi previsti per la manutenzione.
La normativa sugli impianti: tutti i vantaggi
La normativa vigente sulla manutenzione e la corretta gestione degli impianti è un obbligo di legge, ma è anche un mezzo per garantire il giusto funzionamento degli impianti di climatizzazione. Ciò comporta importanti vantaggi per il cittadino, tra cui: una tutela maggiore alla salute, una più elevata sicurezza, un buon risparmio economico, minori emissioni nocive (e quindi un tasso d’inquinamento inferiore) e una riduzione dei consumi energetici.
Cosa s’intende per impianto termico?
L’impianto termico è un particolare sistema tecnologico che ha la funzione di riscaldare o di rinfrescare gli ambienti. Tra questi i più comuni sono:
- Gli impianti deputati al solo riscaldamento, quelli per il riscaldamento ambientale unito alla produzione di acqua calda (impianti dotati di caldaie, sistemi con pompa di calore, aerotermi, fan-coil, radiatori, etc.);
- Gli impianti adibiti per il raffreddamento (fan-coil, pompe di calore per il condizionamento, etc.).
Non rientrano, invece, nella categoria degli impianti termici:
- I sistemi di produzione esclusiva di acqua calda e gli scaldabagni, se questi dipendono da un singolo immobile;
- Gli apparecchi a soffitto e i condizionatori/climatizzatori portatili;
- Le apparecchiature per il raffreddamento non installate in modo fisso a parete.
Il responsabile dell’impianto
Al responsabile dell’impianto sono affidati il controllo, l’esercizio, la conduzione e la manutenzione dell’impianto termico. Ma chi riveste questo ruolo?
A parte alcune situazioni in cui può essere effettuata la delega a terzi (sempre che il soggetto delegato rispetti i requisiti previsti dalla legge), il responsabile dell’impianto è il proprietario stesso dell’imianto.
Esistono, tuttavia, alcune eccezioni:
- Per gli impianti centralizzati, il responsabile è l’amministratore
di condominio; - Per gli edifici concessi in locazione, il responsabile è l’inquilino;
- Per gli edifici appartenenti a soggetti diversi dalle persone fisiche, il responsabile è l’amministratore delegato o il proprietario.
Cosa prevede il nuovo libretto?
Il libretto d’impianto è la “carta d’identità” di ogni impianto termico e al suo interno vi sono raccolte tutte le informazioni che riguardano le sue specifiche tecniche, con le eventuali sostituzioni e modifiche e tutti i controlli eseguiti.
Il 10 febbraio 2014 è stato reso pubblico un nuovo modello di libretto che riguarda agli impianti di riscaldamento tradizionali, quelli di climatizzazione e anche i nuovi impianti allacciati al teleriscaldamento o alimentati da co-generatori.
All’interno del libretto, che è di tipo modulare, sono da compilare solo le sezioni e le pagine concernenti ogni singolo caso e sarà il responsabile dell’impianto a occuparsi della sostituzione del vecchio libretto. Questo, tuttavia, non andrà gettato via, ma conservato insieme con quello nuovo, mentre la sua sostituzione dovrà essere compiuta in occasione della prima manutenzione successiva al 15 ottobre del 2014.
La corretta manutenzione e i compiti del manutentore
Gli interventi di controllo devono essere effettuati esclusivamente da imprese abilitate, ma le ordinarie procedure di manutenzione (come ad esempio la pulizia dei filtri dell’aria) possono compiersi anche senza ricorrere a personale esperto. Per ciò che riguarda i tempi di controllo, invece, nei libretti allegati agli apparecchi o alle componenti, vi sono tutte le informazioni riguardanti la tempistica di manutenzione degli impianti.
Una volta eseguito l’intervento, i manutentori sono obbligati a spiegare all’utente il genere di operazioni di cui necessita l’impianto e la frequenza con cui queste andranno eseguite. A lavoro ultimato, inoltre, il manutentore dovrà fornire una scheda dettagliata degli interventi effettuati e compilare il libretto di impianto.
Sanzioni
Trattandosi di una procedura prevista per legge, la mancata manutenzione degli impianti e/o una scorretta o mancata compilazione del libretto comportano delle sanzioni. Queste ammontano a un massimo di 3 mila euro per il responsabile dell’impianto (e comunque mai inferiori a 500 euro) e fino a 6 mila euro per una negligenza da parte del manutentore.
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FAQ – Domande Frequenti
Quanto costa la manutenzione annuale di una pompa di calore?
Il costo per un controllo ordinario eseguito da un professionista si aggira in media tra gli 80 € e i 150 €. Se si possiede un sistema ibrido (pompa di calore + caldaia a condensazione a gas), il tecnico dovrà eseguire due controlli distinti e il prezzo varia solitamente tra i 150 € e i 250 € totali.
A chi devo rivolgermi per la manutenzione della pompa di calore?
Per legge, gli interventi tecnici sulle macchine che contengono fluidi refrigeranti possono essere eseguiti esclusivamente da imprese termoidrauliche o tecnici frigoristi in possesso del Patentino F-Gas aziendale e personale. Solo loro possono registrare l’intervento sul portale nazionale e aggiornare il libretto.
Posso pulire e fare la manutenzione della pompa di calore da solo?
Puoi eseguire in totale autonomia solo la pulizia base: lavare i filtri dell’aria (split o fancoil) sotto l’acqua e togliere foglie o polvere dal motore esterno. Non puoi assolutamente intervenire sui circuiti del gas, sul compressore o sulle schede elettroniche, operazioni riservate per legge ai tecnici patentati.
Qual è il periodo migliore per fare la manutenzione alla pompa di calore?
Se utilizzi la pompa di calore principalmente per il riscaldamento invernale, il momento ideale è l’autunno (tra settembre e ottobre), prima dell’accensione fissa. Se invece la usi molto anche in estate per rinfrescare casa, è consigliabile fare un rapido controllo dei filtri in primavera.
Quanto dura una pompa di calore se viene fatta la giusta manutenzione?
A differenza delle vecchie caldaie a gas che si usurano per via della combustione continua, una pompa di calore di alta qualità e ben tenuta può durare tranquillamente tra i 15 e i 25 anni. Mantenere il circuito pulito e i parametri gas corretti salva il compressore Inverter, che è il cuore (e il pezzo più costoso) dell’impianto.
Sommario:

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